sabato 07 marzo, 2015

A Parigi, durante la Fashion Week, ha sfilato DROMe con la nuova collezione


DROMe ha presentato la sua nuova collezione per l’Autunno/Inverno 15/16 alla Paris Fashion Week. Prendono forma le donne ritratte nelle foto di Erwin Olaf, raccontano di una “non emozione”, sofisticate, provocatorie e sensuali, scelgono di vestirsi di sola pelle, svelando infinite sfumature, tensioni emotive, parole non dette, mistero, suggestione, intuizione. Da queste sensazioni impresse su […]


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DROMe ha presentato la sua nuova collezione per l’Autunno/Inverno 15/16 alla Paris Fashion Week.

Prendono forma le donne ritratte nelle foto di Erwin Olaf, raccontano di una “non emozione”, sofisticate, provocatorie e sensuali, scelgono di vestirsi di sola pelle, svelando infinite sfumature, tensioni emotive, parole non dette, mistero, suggestione, intuizione. Da queste sensazioni impresse su pellicola parte il racconto di Marianna Rosati per la collezione DROMe della prossima stagione fredda, istantanee  tridimensionali in equilibrio tra clamore e silenzio, vuoti e pieni.

Come nelle immagini del fotografo olandese l’atmosfera è precisa, languida e misteriosa allo stesso tempo, i colori sobri e delineati creano una forte percezione di azione imminente, dove il senso di calma piatta e di un ambiente placidamente ordinato è solo apparente o momentaneo.

Una combinazione tra ordine e anarchia, per un’estetica essenziale. Le superfici degli abiti in pelle sono estremante pulite e lisce, dal plongè costruito fino alla nappa delicatissima dal tatto setoso, passando per capi con righe verticali tricolore fatte di sottilissimi serpenti ayerse con texture squamosa. Leggeri volant drappeggiati formano bluse e top oversize. La silhouette è allunga e composta, quasi austera, con l’intervento di spacchi vertiginosi sia su abiti super-aderenti a paricollo che su maxi pantaloni palazzo. Le linee sono generalmente minimali, arricchite da ampi colli in kalgan o mongolia .

Un’unica micro-stampa geometrica ispirata ai tessuti da arredamento mid-century, avvicinandosi armonicamente alle maxi-righe crea un gioco di texture che si fondono tra loro.

Precisione tecnica per i capi spalla con crine leggerissimo in agnello oversize che si alternano a cappotti e gilet in tessuto compact-bouclè con inserti di mongolia voluminosa, e ai mini-trench in vernice tinto capo che strizza l’occhio agli anni ’70.

I pantaloni sono ampi e voluminosi, sia lunghi che corti, in alternativa sfilati a campana ma sempre con un taglio maschile, un gender blending con un tocco di forte femminilità, come nelle donne di Erwin Olaf, sempre estremamente sensuali ma anche dark e sofisticate.

Colori. La luce crea una tensione emotiva, la palette colori trasforma i colori naturali in toni delicatissimi: dall’amethyst, un rosa pallidissimo con accenti violacei, allo shell, un grigio impalpabile che si fonde con l’azzurro della foschia della sera, fino al vapor, un colore quasi metallico ma caldo con una punta di verde etereo che lo eleva dal grigio più comune; dell’amaranth, un burgundy scuro e polveroso, al rock, un verde vagamente militare scelto per i capi in montone e per le pelli più pulite.

Il bianco è quasi ottico, il blu è scurissimo e il nero è deciso anche sulle superfici lucide che contrastano nettamente con la naturale armonia dei colori tenui.

Materiali. Nappa, Plongè, Suede, Mongolia, compact bouclè, Kalgan, Nappa stampa texture, Ayers maxi righe, ayers drappè, nappa bonded, Vernice tinto capo, Merinillo, Lacoon, Astrakanino, nappa stretch, nappa micro polished texure.


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