Il forte terremoto Napoli, nel sud del Mar Tirreno, è stato spiegato dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) come il risultato di un fenomeno geologico profondo.
Secondo gli scienziati, la scossa è collegata a un processo noto come subduzione, in cui una placca di litosfera oceanica sprofonda lentamente verso il mantello terrestre.
La subduzione nel Mar Tirreno provoca terremoti profondi
Questo “sumidero” geologico si verifica sotto il Mar Tirreno da milioni di anni ed è responsabile della generazione di terremoti a grande profondità, un fenomeno relativamente raro rispetto ai terremoti superficiali.
Secondo l’INGV, la regione del sud del Mar Tirreno presenta una dinamica geologica complessa. Un’antica placca oceanica continua a sprofondare all’interno della Terra, creando le condizioni per la comparsa di attività sismica profonda.
Questo tipo di terremoto si verifica più frequentemente vicino alle coste della Calabria e della Sicilia, mentre in Campania, dove si trova il Golfo di Napoli, i casi registrati sono meno comuni.
I principali terremoti profondi degli ultimi decenni
Negli ultimi quarant’anni sono stati registrati diversi terremoti profondi nel Mar Tirreno. Tra gli eventi più rilevanti si segnalano:
- 2016 – magnitudo 5,8 a 481 km di profondità;
- 2006 – magnitudo 5,8 a 221 km di profondità;
- 2010 – magnitudo 5,4 a 506 km di profondità;
- 2023 – magnitudo 4,2 vicino alla Penisola Sorrentina.
