giovedì 21 febbraio, 2019

Milano Moda donna Gilberto Calzorali e lo stile un-natural


Milano Moda donna Gilberto Calzorali e lo stile un-natural. Viviamo in tempi insoliti, in cui è difficile distinguere realtà e finzione, ciò che è naturale e ciò che è artificiale. Le linee di demarcazione si sono fatte sempre più sottili, e quelli che un tempo erano binomi classici – natura e scienza, natura e cultura […]


Milano Moda donna Gilberto Calzorali e lo stile un-naturalMilano Moda donna Gilberto Calzorali e lo stile un-natural. Viviamo in tempi insoliti, in cui è difficile distinguere realtà e finzione, ciò che è naturale e ciò che è artificiale. Le linee di demarcazione si sono fatte sempre più sottili, e quelli che un tempo erano binomi classici – natura e scienza, natura e cultura – oggi non lo sono più. Quale significato hanno dunque, al giorno d’oggi, concetti come “natura” e “naturale”? Quali valori sottendono? UN-NATURAL muove da questo assunto, per riflettere su un’estetica contemporanea che ha fatto della de-naturalizzazione e contraffazione dell’elemento naturale il suo tratto caratteristico.

Milano Moda donna Gilberto Calzorali e lo stile un-natural

La Natura è sempre stata al centro dell’universo stilistico di Gilberto Calzolari, dalla prima capsule “My Arctic Heart”, dedicata a un mondo sull’orlo dell’estinzione, fino all’ultima SS 2019 “Une Partie de Campagne”, un’immersione nella campagna lombarda che utilizzava in chiave inaspettata una serie di tessuti eco-sostenibili e ricicilati, dal lino cupro ai sacchi di caffè di juta ricamati di cristalli Swarovski. UN-NATURAL, la nuova collezione FW 2019-2020, rappresenta al tempo stesso il coerente sviluppo di un preciso percorso artistico e un passo in avanti ancora più radicale e sorprendente, in cui il tema della sostenibilità e del rispetto ambientale è sviluppato in maniera estremamente creativa e originale, non solo nelle scelte dei materiali, ma anche da un punto di vista tematico e concettuale.

II tema di una natura alterata, filtrata e modificata dall’uomo è infatti al centro della collezione, ed esplode nei preziosi tessuti broccati con deliziosi motivi floreali che brillano in riverberi lamé verde o color rame, come contaminati da radiazioni acide, o nei ricami a forma di splendidi fiori sbocciati, ricavati in realtà da bottiglie di plastica riciclate, simbolo di una natura prigioniera della plastica. Ma la collezione si spinge a sperimentare tessuti, forme e colori in chiave ancora più concettuale, con precisi riferimenti all’arte contemporanea. Così, ad esempio, se la serie con stampa “a griglia” richiama l’uso dei colori primari alla Mondrian in un’apparente semplicità di linee pure con campiture di colore pieno, il top in PVC azzurro fiordaliso è una citazione/omaggio alle opere provocatorie di Damien Hirst, dove la natura è immersa nelle formaldeide.

Parimenti, l’attenzione alle proporzioni gioca con la silhouette del corpo femminile in maniera quasi astratta, sempre con un approccio giocoso e romantico, ma con un’attitudine colta e moderna che fonde tra loro epoche e stili diversi. Così, le ampie maniche degli abiti leggeri a fazzoletto e gli spalloni dei maxi cappotti couture, di puro riferimento ’80, si contrappongono ai pantaloni “palazzo” anni ’60 dalle eccentriche stampe astratte; e le bluse con maniche a volant, l’abito corto a trapezio e le gonne ad “A” con profondi spacchi laterali diventano una sequenza di pattern geometrici che incorniciano il corpo, mentre le stole ad anello in eco-pelliccia rimandano a una visione curata di classe ed eleganza d’altri tempi. Ma i volumi e le proporzioni tentano di fotografare anche l’affascinante caos contemporaneo, e se il DNA del brand resta profondamente chic e femminile, non mancano le strizzate d’occhio all’eleganza sportiva imperante al giorno d’oggi, rivisitata in maniera eccentrica ed eclettica: come nel maxi pantalone in cady giallo a bande sporty in gros grain nero, o nel maxi cappotto lucido in raso blu royale accoppiato al neoprene rosso opaco a nido d’ape; o ancora nei capi in denim a metà tra divisa militare e tuta da sciatore anni ’80; e nei riferimenti army stilizzati, come i tasconi applicati e i cappucci/caschi da neve in chiave couture, con preziose ferma-coulisse elastiche in metallo dorato.

Consona a un realtà contemporanea così ardita e multiforme, impossibile da ingabbiare in una direzione, la palette di colori è sorprendentemente viva e vibrante per una collezione autunno-inverno, e spazia dal bianco e nero al giallo intenso, al rosso accesso, al blu elettrico, con una voluta predilezione per i colori primari.

Quanto alla scelta dei tessuti, straordinari per qualità e versatilità, si lega indissolubilmente al tema dell’eco-sostenibilità e del rispetto delle risorse del nostro pianeta, grazie al supporto di importanti aziende che hanno sposato la tematica green, e senza le quali questa collezione, in tutta la sua ricchezza e varietà, non sarebbe stata possibile: dalla seta certificata GOTS al denim ecosostenibile, dal nylon EVO, tratto dai semi della pianta di ricino, al poliestere SEAQUAL, derivato dalla plastica recuperata in mare, fino ad arrivare a coinvolgere accessori e ricami: dalle imbottiture realizzate con il 100% di fibre riciclate da bottiglie PET, alle maxi zip colorate pressofuse, fino al riutilizzo di packaging alimentare – reti per l’imballaggio degli agrumi – che, successivamente decorati con materiali da ricamo di scarto, diventano dei veri e propri tulle couture, a dimostrazione che l’eleganza e il lusso possono andare di pari passo con il riutilizzo delle risorse (per una descrizione più puntuale e approfondita rimando alla sezione dei ringraziamenti GREEN qui di seguito).

Il risultato – una costante del brand Gilberto Calzolari – è una collezione capace di mettere insieme elementi di grande ricchezza e di estrema pulizia, volta a valorizzare l’immagine di una donna al tempo stesso glamour e contemporanea, raffinata e giocosa, amante del bello e responsabile.


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