martedì 08 novembre, 2011

Shiseido e i segreti del makeup della Scala


È appena andato in scena al Teatro alla Scala il balletto Raymonda, che ha chiuso con grande successo la stagione scaligera 2010/2011. Una produzione imponente sia sul piano artistico che tecnico, che ha coinvolto l’intero corpo di ballo, una settantina di giovani allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, numerose comparse, oltre cinquecento costumi e quattro cambi […]



È appena andato in scena al Teatro alla Scala il balletto Raymonda, che ha chiuso con grande successo la stagione scaligera 2010/2011.
Una produzione imponente sia sul piano artistico che tecnico, che ha coinvolto l’intero corpo di ballo, una settantina di giovani allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, numerose comparse, oltre cinquecento costumi e quattro cambi di scena. Ad interpretare le passioni e le emozioni sul volto degli artisti di Raymonda è Shiseido con il suo makeup, partner e fornitore ufficiale del Teatro alla Scala.
Contesse, dame, cavalieri, cattedrali e castelli: un matrimonio imminente, un pericolo in agguato, la misteriosa visione di una Dama Bianca. Ammalianti danze classiche ed esotiche dal finale grandioso e spettacolare, il tutto ambientato nell’Europa medievale. Il periodo, il contesto storico e il makeup dell’epoca. Il balletto, che racconta una favola ambientata nel Medioevo, è stato rappresentato per la prima volta nella Russia Imperiale, epoca cui si ispira il makeup dell’opera. La fine dell’Ottocento è un periodo di grande evoluzione per la figura femminile che è estremamente sofisticata, caratterizzata da un’eleganza fuori dagli schemi classici, civettuola e misteriosa. Corsetti, busti, pizzi e crinoline per gli abiti e un makeup in forte contrasto con quello dell’epoca precedente. La pelle non è più bianca come porcellana, ma i toni sono naturali e assolutamente opachi.

Le gote non sono più rosate e “a pomello”, ma appena accennate con toni pesca, il volto è naturale ed esprime i suoi sentimenti. Il makeup di occhi e labbra cambia e si intensifica a seconda della classe sociale di appartenenza. Gli occhi non sono in primo piano, ma diventano punti luce, sempre delineati da impercettibili e morbide linee nere o marroni, sono meno evidenti ma più luminosi e sfumati con i toni cipriati per le classi meno elevate, più intensi di antracite e nero per le classi più abbienti. Le sopracciglia sono marcate, le ciglia nerissime.
Le labbra sono decise, ben disegnate, luminose e sensuali, mai lucide. Il decolletè è comunque sempre protagonista: luminoso e chiaro, sempre opacizzato con una cipria trasparente, come il resto del makeup.

L’ispirazione makeup. Il trucco e i costumi di Raymonda sono ripresi dai bozzetti originali del 1898, in parte archiviati ad Harvard e in parte custoditi nel Museo di Stato di Teatro e Musica e nella Biblioteca Teatrale di Stato di San Pietroburgo. Tuttavia il make up creato per Raymonda è attualizzato e ispirato a:
• Laura Antonelli del film “L’innocente“ di Luchino Visconti
• Salomé di Oscar Wilde
• Mata Hari
• Donne nei dipinti di Toulouse-Lautrec

La redazione di Leichic cura il sito con articoli di moda e lifestyle dal 2010


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