La chirurgia plastica continua a rappresentare un ambito molto sentito in Italia, nonostante il contesto economico difficile del 2011. Tra le procedure più richieste emerge chiaramente l'aumento del seno, seguito dalla liposuzione e dalla blefaroplastica, ossia l'intervento per ringiovanire lo sguardo.
Parallelamente, cresce l'interesse per la medicina estetica non invasiva, con una forte domanda di trattamenti come le iniezioni di acido ialuronico e di tossina botulinica. Questi dati rivelano come gli italiani, pur di fronte alla crisi, non rinuncino a prendersi cura del proprio aspetto.
Interventi chirurgici più popolari nel 2011
Secondo il sondaggio condotto dall'Associazione Italiana di Chirurghi Plastici Estetici (AICPE), nel 2011 la mastoplastica additiva è risultato l'intervento più effettuato, con oltre 11.000 operazioni dedicate all'aumento del seno. La liposuzione segue da vicino, utilizzata per rimuovere accumuli di grasso, con più di 10.200 interventi.
Al terzo posto nella classifica troviamo la blefaroplastica, preferita per migliorare l'aspetto degli occhi e ringiovanire la zona perioculare, con circa 8.100 procedure effettuate.
Crescita della medicina estetica non chirurgica
A differenza degli interventi chirurgici, i trattamenti non invasivi hanno registrato un incremento nel corso del 2011. Le iniezioni di acido ialuronico sono state le più richieste, con quasi 47.000 esecuzioni, seguite da vicino dalla tossina botulinica, impiegata per minimizzare le rughe, con oltre 40.000 trattamenti.
Anche la laser depilazione ha consolidato la sua posizione, con più di 13.000 sedute totali, riflettendo un trend chiaro verso soluzioni estetiche più rapide, efficaci e meno invasive.
Tendenze e cambiamenti rispetto all’anno precedente
Rispetto al 2010, la chirurgia plastica ha visto un leggero calo degli interventi, con una diminuzione dell'8-12%. Questo trend è probabilmente legato alla crisi economica, che ha inciso sulla disponibilità di spesa delle famiglie.
Al contrario, i trattamenti di medicina estetica sono aumentati del 7-9%, segno che molte persone hanno preferito affidarsi a soluzioni meno impegnative in termini di costi e tempi di recupero.

