La diffusione del virus dell’epatite A a Napoli ha raggiunto livelli preoccupanti, risultando 10 volte superiore alla media degli ultimi dieci anni e 41 volte più alta rispetto agli ultimi tre anni.
Di fronte a questo scenario allarmante, il Comune ha adottato misure rigorose per contenere l’avanzata dell’infezione e proteggere la salute pubblica.
Misure adottate per contenere il contagio
Per ridurre i rischi di trasmissione, è stata emanata un’ordinanza con disposizioni chiare:
- divieto assoluto di consumo e somministrazione di frutti di mare crudi negli esercizi pubblici;
- raccomandazione ai cittadini di evitare il consumo di questi alimenti anche in ambito domestico;
- promozione di buone pratiche alimentari secondo le linee guida dell’ASL Napoli 1 Centro.
Queste misure mirano a ridurre l’esposizione al virus, soprattutto attraverso alimenti contaminati.
Cos’è l’epatite A e come avviene la trasmissione?
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. La trasmissione avviene per via fecale-orale, principalmente tramite:
- ingestione di acqua contaminata;
- consumo di alimenti infetti;
- contatto stretto con persone contagiate.
Il virus può essere trasmesso anche prima della comparsa dei sintomi, poiché è presente nelle feci da 7 a 10 giorni prima dell’inizio del quadro clinico. Il periodo di incubazione varia da 15 a 50 giorni.
Sintomi più comuni dell’epatite A
I sintomi possono variare, ma i più frequenti includono:
- febbre;
- malessere generale;
- nausea e vomito;
- dolore addominale;
- urine scure;
- ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi).
Nei bambini, l’infezione può manifestarsi senza sintomi evidenti, aumentando il rischio di trasmissione silenziosa.
Alimenti a rischio nella trasmissione dell’epatite A
Alcuni alimenti rappresentano un rischio maggiore, soprattutto se consumati crudi o poco cotti. Tra questi:
- molluschi bivalvi (cozze, vongole e ostriche);
- frutta e verdura contaminate;
- acqua non potabile;
- frutti di bosco mal lavati o consumati crudi (se congelati).
I molluschi filtrano acqua contaminata e possono accumulare il virus, rendendo il loro consumo crudo altamente pericoloso.
Come proteggersi dall’epatite A nella vita quotidiana?
La prevenzione è fondamentale e si basa su semplici abitudini:
- evitare il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti;
- acquistare alimenti solo da rivenditori autorizzati;
- verificare la provenienza e la corretta conservazione;
- cuocere completamente gli alimenti a rischio;
- lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo.
Nel caso dei prodotti congelati, si raccomanda di farli bollire a 100°C per almeno 2 minuti prima di consumarli.
Buone pratiche igieniche per prevenire l’infezione
Adottare corrette norme igieniche riduce significativamente il rischio di contagio:
- lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi;
- separare alimenti crudi e cotti;
- pulire e disinfettare superfici e utensili;
- bere solo acqua potabile;
- evitare di manipolare cibi se si è malati.
Queste misure sono essenziali per interrompere la catena di trasmissione del virus.
Vaccinazione contro l’epatite A: la prevenzione più efficace
La vaccinazione contro l’epatite A è considerata la principale strategia preventiva. È particolarmente raccomandata per:
- persone che hanno avuto contatti con casi confermati;
- individui a maggiore rischio di esposizione;
- popolazioni che vivono in aree con focolai attivi.
In caso di esposizione recente, la vaccinazione e l’eventuale somministrazione di immunoglobuline risultano più efficaci se effettuate tempestivamente.
È fondamentale consultare un medico in presenza di sintomi come:
- nausea persistente;
- stanchezza intensa;
- dolore addominale;
- urine scure;
- feci chiare;
- ingiallimento della pelle o degli occhi.
Sebbene nella maggior parte dei casi la guarigione sia completa, nei soggetti a rischio possono verificarsi complicazioni più gravi.
Il contrasto al focolaio coinvolge diversi enti sanitari, tra cui autorità locali, istituti di ricerca e reti tecnico-scientifiche.
Un’informazione corretta, una diagnosi precoce e l’adozione di comportamenti sicuri sono fondamentali per limitare la diffusione dell’epatite A.
Rimanere informati e adottare misure preventive nella vita quotidiana è essenziale per proteggere non solo la salute individuale, ma anche quella collettiva.
















































































































