Le infezioni intime sono problematiche diffuse che possono colpire tutti indistintamente. È il caso della candida che, nelle donne, può portare alla comparsa di sintomi particolarmente fastidiosi. Questi ultimi se non curati possono protrarsi a lungo nel tempo, inficiando il benessere e la qualità di vita nella quotidianità.
Lo stress, gli squilibri ormonali, una dieta ricca di farine e/o lieviti sono tra le cause principali. Per prevenire e curare questa infezione da fungo è dunque importante conoscere alcuni accorgimenti e i possibili interventi.
Nel quotidiano può capitare di doversi confrontare con fastidiose infezioni intime, problematiche che si possono presentare ripetutamente nel corso del tempo. La candida è sicuramente una di queste. Sebbene possa colpire indistintamente uomini e donne, sono proprio queste ultime ad accusare i disturbi maggiori. In aggiunta, è possibile che il problema – se non correttamente trattato e senza la giusta prevenzione – si ripresenti più volte fino a cronicizzarsi.
Ecco perché è importante che, alla prima comparsa dei sintomi legati alla candida vaginale, si abbia la capacità di riconoscerli prontamente. In questo modo, sarà possibile agire con interventi mirati, mediante l’uso di farmaci specifici, attraverso un cambiamento delle abitudini e, se necessario, anche chiedendo il supporto di uno specialista di settore quale il ginecologo.
A tal proposito, è bene conoscere nel dettaglio le possibili cause e gli effetti di questo disturbo. Innanzitutto, la candida è associabile alla presenza diffusa di prurito nell’area vaginale e/o anale a cui possono aggiungersi anche delle escoriazioni.
A volte è poi possibile rintracciare la presenza di secrezioni vaginali anomale che sono, di norma, di colore bianco e spesso inodori. In aggiunta, la donna può manifestare dolore nella zona vaginale, anche associato a un lieve gonfiore delle labbra.
Le principali cause di questo disturbo sono connesse allo stress, alle alterazioni ormonali (tipiche ad esempio della gravidanza, ma anche del ciclo mestruale) e/o all’abbassamento delle difese immunitarie. A queste si aggiungono un’eccessiva assunzione di antibiotici, che vanno a influenzare anche la flora intestinale, e una dieta con un’alta concentrazione di carboidrati, lieviti, farine e zuccheri.
