mercoledì 25 novembre, 2015

25 novembre, la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Cosa fare per fermare il problema?


Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, voluta dall’Onu. A differenza della violenza fisica, quella psicologica è spesso difficilmente individuabile con precisione, e quindi è quantificabile in modo approssimativo. Si tratta di una situazione subdola che si manifesta con un esercizio di potere e controllo distruttivo e […]


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Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, voluta dall’Onu. A differenza della violenza fisica, quella psicologica è spesso difficilmente individuabile con precisione, e quindi è quantificabile in modo approssimativo. Si tratta di una situazione subdola che si manifesta con un esercizio di potere e controllo distruttivo e potente da parte di un soggetto su un altro, spesso donne. In Italia, secondo gli ultimi dati Istat del 2012, le vittime di violenza psicologica sono oltre sette milioni.

Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, 25 novembre

In Italia, Global Humanitaria Italia Onlus e la criminologa Cinzia Mammoliti hanno partecipato alla giornata offrendo martedì 24 novembre consulenza presso lo spazio ChiAmaMilano a chi è vittima di violenza psicologica. L’obiettivo è anche sensibilizzare tutti alla sottoscrizione di un Manifesto contro la violenza psicologica: un fenomeno criminoso che riguarda soprattutto le donne, ma coinvolge spesso anche uomini e bambini. Stilato inoltre l’identikit della vittima e del manipolatore.

Come fermare la violenza psicologica sulle donne? Il progetto

Con il progetto “La violenza psicologica uccide. Fermiamola ora!” si sta costruendo una rete di professionisti efficiente, efficace e competente che, a partire dalla figura di un tutor che segua le persone in un percorso di assistenza costante, realizzi un’azione di formazione, informazione e collaborazione nei confronti della vittima quale primo strumento utile a fronteggiare e prevenire il fenomeno. Non è infatti da sottovalutare il fenomeno della vittimizzazione secondaria: la condizione di ulteriore sofferenza e oltraggio sperimentata da vittime di violenza psicologica che incontrano un atteggiamento di insufficiente attenzione o di negligenza da parte delle agenzie di controllo formale nella fase del loro intervento. La figura del tutor è in grado di ascoltare, accompagnare la vittima durante l’intero percorso di recupero e indirizzarla adeguatamente verso i professionisti più idonei, come avvocati, psichiatri e psicoterapeuti che a prezzi agevolati offrono la loro consulenza.

Cinzia Mammoliti, coautrice del progetto, che ha disegnato per punti un identikit del manipolatore affettivo e della vittima-tipo, afferma: “Può non essere semplice distinguere e definire la violenza psicologica perché è fatta di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e finiscono per privare la vittima del proprio valore, riducendola ad un oggetto. Il lento insinuarsi di tali atteggiamenti, anche perché difficile da rilevare in modo chiaro, finisce spesso per essere accolto dalla donna. Contemporaneamente, il maltrattamento procura sofferenza e corrode, influenzando l’autostima della vittima, manipolandone lo stato psichico, restringendone la libertà d’azione e spaventandola”.

L’hashtag della giornata è #bastaviolenzapsicologica

Anche nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne l’hashtag per parlare della violenza psicologica o condividere il Manifesto è #bastaviolenzapsicologica.

IDENTIKIT DEL MANIPOLATORE AFFETTIVO

– Indossa maschere per non farsi riconoscere
– Si presenta spesso in maniera seduttiva per agganciare la preda
– Recita spesso la parte della vittima
– Ha un forte bisogno di controllo
– Mente o omette
– Predica bene e razzola male
– Predica il falso per sapere il vero
– Comunica in maniera ambigua, confusa e contraddittoria
– Usa la colpevolizzazione, la denigrazione e l’umiliazione
– Critica e contraddice spesso
– Ridicolizza e sminuisce le cose che interessano il/la partner
– Usa il silenzio per destabilizzare la vittima
– Usa il ricatto affettivo e le minacce
– E’ invidioso/a e geloso/a
– Porta la vittima a fare cose che la stessa non farebbe
– E’ spesso affetto/a da disturbo narcisistico di personalità

IDENTIKIT DELLA VITTIMA

– Ha un forte bisogno di amore, appartenenza, approvazione e riconoscimento
– Ha una visione positiva e solare della vita e delle persone e fatica a vedere il male gratuito
– E’ spesso ingenua e poco maliziosa
– Ha un apparato valoriale molto alto e spesso idealizzato
– Tende a negare realtà sgradevoli e fatica a razionalizzare in presenza di sentimenti
– Tende ad annoiarsi facilmente e ha bisogno di emozioni forti

Photo| todoplayfitness.com


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