Nel giro di due settimane, la presunta band The Velvet Sundown è passata dall’inesistenza a oltre mezzo milione di ascoltatori mensili su Spotify.
Hanno già pubblicato due album completi, sono presenti in playlist famose e accumulano migliaia di follower. Ma c’è un dettaglio intrigante: potrebbero non essere reali.
Tutto indica che The Velvet Sundown sia stata generata da intelligenza artificiale
Sui social media, le immagini pubblicate dalla band mostrano tratti tipici dell’IA:
- colori iper-realistici;
- proporzioni strane;
- dettagli sottili fuori posto.
I presunti membri — Gabe Farrow, Lennie West, Milo Rains e Orion “Rio” Del Mar — non hanno alcun registro affidabile al di fuori dell’universo digitale.
Le canzoni, sebbene ben prodotte, presentano elementi ripetitivi e freddi, comuni nei brani generati da IA.
Le voci variano da traccia a traccia, le percussioni suonano generiche e l’armonia richiama uno schema algoritmico.
Il sospetto ricade su strumenti come Suno, un’app che consente di creare fino a 500 tracce al mese per soli 8 dollari.
La strategia dietro la band potrebbe avere fini commerciali
Ci sono speculazioni secondo cui Spotify stia riempiendo le playlist con artisti generati da IA per ridurre i costi dei diritti d’autore pagati ai musicisti reali.
