Emma Marrone torna a parlare di sé in una lunga intervista esclusiva per il settimanale A, disponibile in edicola da mercoledì 17 aprile. La cantante, oggi al centro della scena come direttrice artistica della squadra Bianca al serale di Amici, si apre senza filtri, raccontando le difficoltà legate alla sua immagine e alla propria accettazione personale.
Per molti anni, Emma ha dovuto fare i conti con un rapporto difficile con se stessa, dominato da ansie che la portarono a comportamenti autodistruttivi. «Ho sempre avuto paura che la parte fisica oscurasse quella artistica», confessa, «e per questo mi autodistruggevo». Questo periodo complicato è stato segnato da scelte radicali, ma oggi la cantante ammette di essersi finalmente accettata.
Un percorso difficile verso l'autenticità
Emma ricorda un passato in cui la sua immagine pubblica sembrava prendere il sopravvento: «Rasavo i capelli e assumevo atteggiamenti meno femminili per non essere giudicata solo per l’aspetto». La paura di essere riconosciuta più per il suo aspetto che per la sua arte l’ha accompagnata a lungo. Oggi, invece, dichiara con forza: «Non mi voglio più difendere. Sono cresciuta e mi accetto. Il mio corpo è parte di me, e voglio mantenerlo così com’è». Questa nuova consapevolezza si riflette anche nel look deciso e originale sfoggiato in copertina.
Tra musica e vita privata: amore, amicizie e nuovi progetti
Nell’intervista, Emma si racconta anche sul piano personale. Parla di amore e relazioni, di amicizie profonde e di passioni quotidiane come la cucina. Inoltre, si sofferma sulla sua nuova uscita musicale, l’album "Schiena", che ha come immagine di copertina un scatto intimo che riflette la sua nuova fase di autenticità.
Le sfide del passato: lavori umili e determinazione
Prima del successo e delle luci della ribalta, Emma ha affrontato un percorso di grande impegno e molteplici lavori. Da commessa a barista, da magazziniera ad assistente agli anziani, ha sempre cercato di ottenere autonomia e indipendenza. «Anche se gli stipendi non erano grandi, riuscire a contribuire in casa mi faceva sentire bene. Sono sempre stata una persona attiva, svegliarsi a mezzogiorno per me è un modo per perdere tempo prezioso» racconta.
Stereotipi e pregiudizi: Emma affronta le voci sul suo orientamento
Uno degli aspetti che più ha influenzato la sua immagine è stato il giudizio legato al suo aspetto. Emma parla apertamente delle speculazioni sull’orientamento sessuale: «Non mi è mai importato cosa pensassero gli altri. L’unica cosa che mi creava disagio era il pensiero per i miei genitori». Ricorda di aver trovato nel padre una figura di sostegno, che le ha detto: “A me non importa con chi torni a casa, l’importante è che tu sia felice”. Questo le ha dato la forza di non curarsi dei giudizi altrui.

