
Il 26 settembre è uscito in Italia Bling Ring, il nuovo film di Sofia Coppola, ispirato alla storia vera di un gruppo di ragazzi americani ossessionati da personaggi famosi del cinema, della musica e della tv al punto da arrivare a svaligiare le case di alcuni di loro.
Monitorando i siti web scoprivano quando i vip erano fuori città e irrompevano nella loro casa, pavoneggiarsi su facebook sfoggiando la refurtiva. “Bling Ring” è la fotografia di una generazione cresciuta nel culto del gossip, che ha smarrito la differenza tra vita reale e virtuale, agogna ferocemente l’universo patinato dello showbiz e ricerca forme di gratificazione immediata.
I protagonisti del film idolatrano la vita delle star. Il pubblico che amerà queato film sarà composto da quelli più in empatia con gli interpreti della pellicola, perché assaporeranno il brivido feticista e voyeuristico di entrare nella villa di Paris Hilton, una cattedrale di egocentrismo prestata per l’occasione alle riprese.
Lo sguardo della regista non condanna i propri protagonisti. Compie un’azione ancor più dolente e incisiva: li osserva e descrive con il senso di impotenza di chi ha ben chiare le cause dell’amoralità che li pervade e al contempo si chiede se e come si possa tornare alla ‘sana’ trasgressione che ha segnato in tutte le epoche la fase dell’adolescenza.
