Dal 20 giugno al 15 luglio 2011, il prestigioso palcoscenico del Teatro alla Scala ospita una produzione italiana dell'opera Attila di Giuseppe Verdi, sotto la direzione artistica di Gabriele Lavia. Un allestimento che unisce tradizione e innovazione, con un tratto distintivo affidato a Shiseido, partner ufficiale e fornitore di make up per l'intera rappresentazione.
L'attenzione ai dettagli si estende oltre la musica e la regia: il trucco degli interpreti diventa protagonista, grazie all'esperienza e alla creatività del celebre marchio giapponese di cosmetici. Shiseido cura sia i volti dei protagonisti che il make up scenico delle figure che animano questo dramma verdiano dalle tinte forti.
L’opera Attila e il suo contesto storico
Attila è una delle opere più intense e passionarie di Giuseppe Verdi, rappresentata per la prima volta nel 1846 al teatro La Fenice di Venezia. Il dramma lirico riflette la tensione tra amore, odio e vendetta, inseriti in un contesto di profondi riferimenti storici e nazionalisti legati all’epoca germanica.
La trama segue la figura omonima di Attila, capo degli Unni, e la sua contrapposizione con Odabella, figlia del signore di Aquileia, che intrecciano un racconto carico di emozioni tra potere, redenzione e destino.
Shiseido e il make up teatrale: un connubio vincente
L’impegno di Shiseido va oltre il semplice trucco estetico: il suo ruolo nella produzione teatrale consiste nel tradurre in forme espressive i caratteri dei personaggi e le atmosfere dell’opera.
In particolare, Shiseido segue il backstage del trucco delle 12 ancelle, ballerine e attrici, trasformandole in sacerdotesse dalla presenza spirituale e misteriosa. Questo gruppo scenico rappresenta le paure che aleggiavano attorno alla figura di Attila.
Le scelte estetiche sono fortemente iconografiche:
- Base viso bianca a enfatizzare il volto;
- Linee nere grafiche che richiamano uno stile masai;
- Acconciature con parrucche rasta molto imponenti, con trecce lunghe fino al pavimento;
- Abbigliamento semplice, tuniche nere con riflessi dorati.
Le sacerdotesse e la loro funzione simbolica
Le sacerdotesse fanno il loro ingresso nel secondo atto, segnando un momento di grande impatto scenico. Con una lanterna in mano, si muovono in una coreografia simbolica che preannuncia il delitto imminente di Attila per mano di Odabella.
Questa rappresentazione visiva, curata nei dettagli grazie al make up e alle parrucche create ad hoc, esalta l’aspetto mistico e inquietante che permea l’opera, aggiungendo spessore narrativo al momento drammatico.

