domenica 20 marzo, 2011

Il nostro incontro con Geraldine Fasnacht, Nissan rider


Vi scriviamo direttamente dal Freeride World Tour 2011 by Swatch di Verbier attendendo con ansia domani per vedere i rider durante la competizione che si terrà sulla Bec des Roses, una ripida ed alta montagna a 3223 metri. Intanto in questi giorni oltre a godere delle ampie piste che caratterizzano il comprensorio alpino di Verbier, ci […]



Vi scriviamo direttamente dal Freeride World Tour 2011 by Swatch di Verbier attendendo con ansia domani per vedere i rider durante la competizione che si terrà sulla Bec des Roses, una ripida ed alta montagna a 3223 metri. Intanto in questi giorni oltre a godere delle ampie piste che caratterizzano il comprensorio alpino di Verbier, ci siamo soffermati a parlare con alcuni riders che seduti di fronte alla montagna dove si terrà l’evento osservano con attenzione le possibili vie da percorrere durante la discesa. Un’atleta del team Nissan è Geraldine Fasnacht. Ragazza svizzera, di trent’anni, campionessa di snowboard e basejump e portatrice di 11  vittorie mondiali, tra cui 3 volte Freeride X-treme Verbier.
Da subito siamo stati interessatissimi nel chiederle qualche informazione su come ha iniziato a fare freeride. Ecco cosa ci ha risposto e cosa dice di lei: “Pratico freeride dal 1994 quando già andavo molto bene in pista, poi con l’aiuto di esperti e corsi tecnici, mi sono innamorata sempre di più di questa disciplina estrema per come la definiscono gli altri perché in realtà io ho più paura ad andare in pista perché c’è troppa gente !  Il mio amore per la montagna è iniziato quando per la prima volta ho indossato gli sci all’età di due anni per poi appassionarmi anche dello snowboard. E’ come navigare un’onda infinita”.
Dopo 12 anni di competizioni , otto dei quali a livello internazionale, Geraldine è ora una delle migliori snowboarder al mondo.
Non contenta, grazie al suo forte spirito di avventura, è diventata anche una professionista di basejump, ama cercare la giusta linea da seguire in aria come fa sulla neve e cerca di fare tutto ciò con innovazione tant’è che l’anno scorso ha praticato  il suo sport addirittura in Antartide e recentemente ha compiuto una spedizione al Polo Nord per aprire nuovi salti nel Polar Star, uno dei migliori corridoi del mondo per questa pratica.
Qualche anno fa ha deciso di trasmettere la sua passione ai più piccoli, è infatti una maestra di freeride per la categoria juniores, infatti dopo pochi minuti dal termine della nostra intervista ci ha detto che sarebbe andata ad aiutare i piccoli a scegliere la giusta via da seguire nella competizione di questa mattina, che purtroppo a causa del cattivo tempo non si è potuta svolgere.
Chiediamo a Geraldine il motivo per la quale tutti i riders guardano così attentamente la montagna e lei ci aiuta a capire meglio: “Cercano di scegliere la giusta via da prendere, ogni montagna ha più possibilità di discesa e in base alle proprie capacità e alle proprie passioni si sceglie quella più adatta a sé, a ognuno di noi viene naturale la scelta perché ognuno sa cosa ama di più fare, salti o lunghe discese”.
Chiederle se ha paura è una domanda che ci sorge spontanea, ma lei ci risponde che è normale provarne un po’, questo ti aiuta ad essere più concentrato, però lei vive la sua discesa con emozioni forti che certo non sono negative, ama farlo ed è per questo che continua.
L’atleta di Nissan ha presentato ieri sera al cinema di Verbier il suo film “Holtanna Antartica Adventure”: 52 minuti in versione francese e inglese. Nel cuore dell’Antartide, a Holtanna nell’Earth Quenn Maud, quattro avventurieri (Geraldine, Sebastiane Collomb-Gros, Manu Pellisier, Sam Beaugey), tutti esperti in differenti aspetti della montagna, seguono un unico obiettivo: essere i primi base jump nel continente. Accompagnati da un clima sgradevole, con una temperatura sotto i 40°C, attendono per due mesi nell’alloggio di ghiaccio il clima giusto per raggiungere l’obiettivo e tornare vincenti.
Così è stato e il film lo documenta in tutte le sue parti. Dopo che Geraldine ci racconta questa esperienza le auguriamo buona fortuna per il futuro nella speranza che possa tramandare questa passione alla prossima generazione e agli amanti di questo sport.

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