Durante la recente puntata di "Virus – Il Contagio delle Idee" trasmessa su Rai 2, Fabrizio Corona si è raccontato in un’intervista esclusiva dal carcere di massima sicurezza di Opera. L’ex agente fotografico ha confessato di trovarsi in una condizione psicologica molto difficile e ha espresso il desiderio di chiedere la grazia con l’obiettivo di poter rivedere suo figlio.
Il racconto di Corona è un grido di sofferenza ma anche una richiesta di umanità, una storia di dolore che va oltre la cronaca giudiziaria e entra nel profondo della vita di un uomo che si sente consumato dal carcere.
La condizione in carcere: isolamento e dolore
Fabrizio Corona ha descritto la sua vita attuale in carcere con parole cariche di rassegnazione e sofferenza. Dopo un primo periodo in cui cercava di mantenere uno spirito attivo – gestendo iniziative come un portale dedicato ai detenuti e offrendo aiuto agli altri reclusi – ora si trova in un isolamento quasi totale.
- Non esce più dalla cella da mesi.
- Non partecipa più all’ora d’aria né alle attività in palestra.
- Ha perso peso e il suo stato mentale si è aggravato.
"Sto male. Non ce la faccio più", ha dichiarato Corona, parlando della trasformazione della sua rabbia in dolore e di come la voglia di combattere sia diventata una ricerca di giustizia. La sua cella è piccolissima, e la grata alla finestra impedisce qualsiasi contatto visivo con l’esterno, rendendo la detenzione un’esperienza di estrema solitudine e privazione.
La vicenda giudiziaria e le parole di Trezeguet
Corona è noto principalmente per la condanna avuta in merito al caso di estorsione nei confronti dell’ex calciatore David Trezeguet. Recentemente, proprio Trezeguet è intervenuto pubblicamente per scagionarlo, rispondendo alle accuse in modo contrario a quanto emerso nel procedimento.
Fabrizio ha commentato questo evento con un misto di emozioni:
- Un momento di speranza e felicità nel sentirlo difendere pubblicamente.
- Subito dopo, una sensazione di tristezza e sconforto nel constatare che, a causa della condanna, continua a trovarsi in carcere.
Ha anche sottolineato l’assurdità della sua condanna per aver semplicemente fotografato Trezeguet in pubblico, un’attività svolta quotidianamente da molti paparazzi senza conseguenze legali.
La battaglia legale e l’esclusione dall’affidamento terapeutico
Uno dei passaggi più dolorosi della sua intervista riguarda il rigetto dell’istanza per l’affidamento terapeutico. Corona racconta di essersi visto negare questo beneficio a causa di un «reato ostativo», una gravissima aggravante prevista per reati legati alla criminalità organizzata, che però nel suo caso considera non pertinente.

