Aiutare il cliente a realizzare il proprio stile di vita, trasformando l’abitare quotidiano in un’esperienza di benessere è il nuovo orizzonte degli operatori dell’arredamento.
Tramontato il gusto per il puro design, viatico estetico per aumentare la percezione del valore e, perché no, acquisire uno status più attrattivo agli occhi del proprio entourage di congiunti, affini e amici, il nuovo decennio inizia con la tendenza ad uno stile di arredamento più pragmatico.
Sarà l’influenza di una cultura più nordica che è diventata popolare anche in Italia grazie alla presenza di multinazionali come Ikea, o sarà che le nuove generazioni, più abituate a viaggiare e a confrontarsi con stili altri, culture diverse e cosmopolite, sarà che l’odierno stile di vita porta le nuove famiglie – che en passant non riflettono il modello tradizionale di famiglia mononucleare – ad ottimizzare gli spazi in relazione alla funzionalità e non più solo al gusto, il fatto è che una proposta di arredamento moderno e contemporaneo, mette al centro un concetto nuovo: il benessere abitativo.
Arredamento moderno e contemporaneo: la chiave è il benessere
Il nuovo mood è il benessere abitativo. L’abitare moderno e contemporaneo cerca un arredamento funzionale che rigeneri e sposi il dinamismo di una vita a volte frenetica. La casa, in tal senso, diventa un luogo dove rigenerarsi e recuperare energie.
Il cambiamento con cui la rivoluzione digitale sta profondamente influenzando gli approcci alle attività in casa ha messo in secondo piano la centralità dei beni tradizionali. Da un lato la domotica, dall’altro l’avvento della fibra e di un’offerta mediatica che può essere usufruita da molteplici device ha spostato attenzione e spesa su strumenti quali Google Home, Alexa, Tablet, Smart TV, Smartphone, Consolle che sono sempre interconnessi per godere di Sky e Netflix o per giocare su Steam, Xbox e Play Station. Al mattino, due Italiani su tre accedono a Instagram o Facebook prima di accendere la macchina del caffè (e probabilmente è l’ultima cosa che hanno controllato prima di addormentarsi). Ma c’è molto di più e molto di meglio: possiamo controllare telecamere, sistemi di antifurto, lavatrici e persino frigoriferi.
In uno stile di vita sempre interconnesso, mediato e intangibile, l’arredamento rimane sullo sfondo e costituisce una base di poco valore, con la sola funzione di supportare le device. Così, però, si corre il rischio di sottovalutare l’importanza dei beni tangibili che ci circondano che, invece, restano essenziali per creare un ambiente sano e a misura di tutti i sensi, anche quelli che – almeno fino ad oggi – non sono coinvolti dalla digitalizzazione: tatto, olfatto e gusto.