martedì 23 settembre, 2014

Caso Yara, parla un pilota della Protezione Civile: “Il corpo non era nel campo di Cignolo”


In una intervista esclusiva al settimanale OGGI, Ivo Rovedatti, il pilota della Protezione Civile che fu il primo ad alzarsi in volo per cercare tracce di Yara, scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate, afferma. «La domenica 28, pur con una visibilità non perfetta e con il terreno coperto da spruzzi di neve, ho volato a […]


yara
In una intervista esclusiva al settimanale OGGI, Ivo Rovedatti, il pilota della Protezione Civile che fu il primo ad alzarsi in volo per cercare tracce di Yara, scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate, afferma.

«La domenica 28, pur con una visibilità non perfetta e con il terreno coperto da spruzzi di neve, ho volato a lungo e naturalmente sono passato più volte, a volo radente, sopra quel campo. Non c’era nulla. Gli spruzzi di neve non potevano nascondere un corpo. Avessi visto qualcosa di sospetto sarei atterrato per controllare».

Rovedatti dice a OGGI: «Il campo di Chignolo l’ho poi sorvolato decine di volte con il mio elicottero. In tre mesi ho fatto almeno 30 ore di volo per cercare Yara. Sopra quel campo ci si passa sempre perché è un corridoio obbligato dopo il decollo dalla pista del Volo a vela di Valbrembo. Volando a una quota di 150 metri e a una velocità bassissima di 10 nodi il corpo della ragazza non poteva sfuggirmi, non posso non averlo visto malgrado le sterpaglie. La visione dall’alto è tutta un’altra cosa rispetto a chi lo attraversa a piedi. Difficile ti sfugga anche la più piccola macchia di colore. E io, con gli altri operatori che si alternavano al mio fianco sull’elicottero, cercavo una macchia nera perché la Protezione civile aveva segnalato che Yara indossava un giubbino di quel colore e una felpa azzurra».

Aggiunge il pilota, che ha 10 mila ore di volo alle spalle: «Un giorno d’inizio febbraio del 2011 ho visto una cosa nera. Sono sceso in autorotazione e mi sono tranquillizzato solo quando le pale dell’elicottero lo hanno fatto volar via. Era un sacco di plastica. A 100 metri di distanza è stato trovato il corpo di Yara. Eravamo in due: come possiamo non averla visto?».

Photo| lapresse.it


Articoli correlati


Madonna con Leonardo di Caprio per la salute della terra
Attualità
Creami Revolution la nuova offerta vantaggiosa per tutta la famiglia di PosteMobile
Attualità
Allegri e Ambra Angiolini problemi dopo una cena insieme a Milano?
Attualità
Velvet il successo della fiction e il futuro di Francesco Testi
Attualità
Paolo Villaggio è morto era in gravi condizioni di salute da tempo
Attualità
Paolo Limiti è morto per una grave malattia. Funerali e camera ardente
Attualità


Idee per lo Shopping


Sull’e-shop Gama arriva il Black Friday per la nuova linea 4D Therapy capelli perfetti sempre!
Bellezza donna, Shopping
Regali per lei chic, ecco i nostri consigli per acquistare i prodotti giusti
Shopping
L’amico PAY PER DRIVE, il primo finanziamento on demand
Shopping