Un nuovo punto di vista dalla difesa di Bossetti
Gli avvocati di Massimo Bossetti hanno recentemente avanzato una teoria che potrebbe cambiare la prospettiva sull’intera vicenda di Yara Gambirasio. Secondo la loro interpretazione, la giovane potrebbe non essere stata uccisa immediatamente sul posto, ma prima spogliata, ferita e successivamente rivestita. Questa ipotesi cerca di spiegare alcune anomalie riscontrate durante le indagini, come l’assenza di tracce di sangue sugli indumenti di Yara e la particolare posizione degli slip al momento del ritrovamento.
In quest’articolo esploreremo le dichiarazioni della difesa, analizzando i dettagli che hanno spinto gli avvocati ad avanzare questa ipotesi e proponendo una riflessione sulle implicazioni che essa potrebbe avere nel caso giudiziario.
L’assenza di tagli sugli indumenti come elemento chiave
Gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni sottolineano che, se Yara fosse stata ferita nel modo descrittogli dagli inquirenti, ossia colpita da un taglierino affilato durante un inseguimento tra le sterpaglie, i suoi indumenti avrebbero dovuto presentare diverse lacerazioni. In particolare, il giubbino, che era indossato dalla ragazza, non mostra evidenti segni di taglio o strappi.
Questa constatazione, secondo la difesa, introduce un elemento di dubbio su come si siano svolti i fatti nei momenti immediatamente precedenti alla morte di Yara.
La posizione innaturale degli slip: un indizio importante
Un altro punto che gli avvocati mettono in evidenza riguarda la posizione degli slip al momento del ritrovamento del corpo. Gli slip, infatti, risultano tagliati lateralmente all'altezza dell'elastico. La difesa osserva che questa mutilazione dovrebbe provocare un abbassamento naturale degli slip verso il basso. Tuttavia, nel caso di Yara, gli slip erano fuoriusciti dai leggings e il bordo era ripiegato all’esterno.
In questa piega è stata rinvenuta la sostanza biologica da cui è stato estrapolato il DNA di Bossetti, ma la posizione innaturale degli indumenti suggerisce, secondo i legali, che Yara sia stata forse rivestita in modo frettoloso dopo essere stata ferita o spogliata.
I dubbi sulla scena del ritrovamento
La difesa di Bossetti si interroga anche sulle condizioni ambientali in cui il corpo è stato ritrovato: il campo di Chignolo d’Isola era buio, fangoso, sotto la pioggia e ricoperto da sterpaglie che rendevano difficoltosa la semplice camminata. In tali circostanze, risulta poco plausibile, per gli avvocati, che la ragazza possa essere stata lì spogliata, ferita e successivamente rivestita da una sola persona senza che ciò lasciasse tracce più evidenti.

