Referendum sull’educazione affettiva a scuola: le riflessioni di Unobravo
Milano, 29 ottobre 2026 – Dopo che la Corte di Cassazione ha dato il via libera alla richiesta di referendum abrogativo sulla Legge n. 104/2026, che introduce l’obbligo di consenso informato preventivo delle famiglie per le attività di educazione affettiva e sessuale nelle scuole, Danila De Stefano, CEO e founder di Unobravo, interviene per sottolineare il ruolo cruciale dell’educazione emotiva e affettiva nelle istituzioni scolastiche.
Un presidio di salute pubblica
Danila De Stefano definisce l’educazione emotiva e affettiva un «presidio fondamentale di salute pubblica e prevenzione primaria». Secondo lei, «non possiamo lasciare indietro le nuove generazioni», in quanto la formazione emotivo-relazionale non deve essere frammentata.
Il cuore del dibattito
Il quesito referendario riporta al centro il tema di come insegnare ai più giovani a relazionarsi con sé stessi e con gli altri. "Parlare di educazione affettiva e sessuale non significa limitarsi alla sfera anatomica o relazionale superficiale, ma lavorare alla radice: non può esserci educazione all'affettività e al consenso senza una solida educazione emotiva", spiega De Stefano. L’intimità, il rispetto reciproco e la gestione dei confini personali nascono dalla comprensione del proprio mondo interiore.
Prevenzione e contrasto a fenomeni sociali
La CEO di Unobravo mette in evidenza come problemi sociali quali bullismo, violenza di genere e discriminazioni abbiano una matrice comune: una «profonda analfabetizzazione emotiva» che si sviluppa fin dall’infanzia. Insegnare ai bambini a riconoscere e gestire emozioni come la rabbia è un «passaggio fondamentale» per prevenire comportamenti aggressivi.
Azioni concrete a scuola
Consapevoli delle difficoltà che anche gli insegnanti incontrano nella gestione delle dinamiche emotive in classe, Unobravo ha lanciato il progetto "Sento Dunque Sono", che coinvolge docenti e studenti con l’obiettivo di fornire strumenti pratici per esprimere e comprendere meglio sé stessi. Il percorso coinvolge partner come Edulia Treccani e Medici Senza Frontiere.
