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    Salute e dieta—

    Endometriosi: il Prof. Paolo Vercellini illustra le nuove terapie e l’importanza della personalizzazione dei trattamenti

    Foto di Tássia Torres

    Tássia Torres

    3 min di lettura

    Endometriosi: il Prof. Paolo Vercellini illustra le nuove terapie e l’importanza della personalizzazione dei trattamenti — Foto: ufficio stampa A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi

    Nuove terapie per l’endometriosi: un aggiornamento dal Prof. Paolo Vercellini

    Il Prof. Paolo Vercellini, docente di ginecologia all’Università degli Studi di Milano e da sempre vicino all’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, presenta le novità nelle terapie per l’endometriosi, una malattia cronica che colpisce circa una donna su dieci. L'associazione lavora da oltre 20 anni per informare correttamente le pazienti e favorire la diagnosi precoce, spesso ritardata da 5 a 8 anni.

    Farmaci orali per l’endometriosi: antagonisti del GnRH

    Tra le novità sottolineate vi sono gli antagonisti del GnRH, farmaci da assumere per bocca che si affiancano agli agonisti già noti, somministrati tramite iniezioni periodiche. Questi farmaci riducono la produzione di estradiolo inibendo ovulazione e mestruazione, con l’obiettivo di ridurre il dolore e bloccare la progressione della malattia. Sono indicati per donne che non desiderano una gravidanza.

    Il Prof. Vercellini precisa: "Sono molto efficaci, un'ottima arma anche per i casi più complessi, ma non vanno prescritti in prima battuta, quando altre alternative più semplici e più tollerate possono controllare la malattia". Si stanno valutando dosaggi ridotti per limitare gli effetti collaterali, ma restano dubbi sull’efficacia inibitoria completa e sui rischi per gravidanze non pianificate.

    Relugolix e linzagolix: modalità d’uso e personalizzazione

    I farmaci disponibili in Europa, relugolix e linzagolix, si assumono con una compressa giornaliera e richiedono una terapia ormonale sostitutiva a basso dosaggio per proteggere le ossa dal rischio di perdita di calcio. Relugolix è commercializzato in Italia in combinazione fissa con estrogeno e progestinico, mentre linzagolix si assume da solo, lasciando al medico la scelta della terapia sostitutiva. Il Professore evidenzia come la separazione dei componenti consenta una migliore personalizzazione e la gestione più semplice di eventuali effetti collaterali.

    Differenze nelle risposte terapeutiche: il ruolo del dolore

    Le diverse risposte ai trattamenti sono legate al meccanismo del dolore. "Alcune pazienti hanno un dolore che origina dalle lesioni, quindi sopprimendole il dolore si risolve", spiega il Prof. Vercellini, "in altre il meccanismo è complesso, con una sensibilizzazione centrale del sistema nervoso che amplifica la percezione del dolore anche senza danni evidenti". Il ritardo nella diagnosi può favorire questa condizione cronica, per cui intervenire tempestivamente è fondamentale.

    Endometriosi: il Prof. Paolo Vercellini illustra le nuove terapie e l’importanza della personalizzazione dei trattamenti

    Importanza di centri specializzati e diagnosi precoce

    Rivolgersi a centri dedicati è fondamentale per evitare diagnosi errate o sovradiagnosi. L’A.P.E. mette a disposizione informazioni e elenchi di centri specializzati per fornire alle donne un percorso diagnostico e terapeutico adeguato. "Non tutti i dolori pelvici sono endometriosi. Dobbiamo evitare di passare dalla mancanza di diagnosi all'eccesso di diagnosi", afferma il ginecologo.

    Terapie integrate: stile di vita, chirurgia e ricerca

    La personalizzazione riguarda anche le terapie non farmacologiche, tra cui alimentazione, esercizio fisico, fisioterapia pelvica, agopuntura e terapie cognitive. La chirurgia si riserva a casi specifici, mentre la ricerca continua a sviluppare nuovi approcci, come trattamenti fisici per l’adenomiosi con radiofrequenze e ultrasuoni.

    Gravidanza e opzioni terapeutiche

    Per le donne con endometriosi che desiderano un figlio, si valutano procreazione medicalmente assistita o chirurgia, con indicazioni cliniche sempre più orientate verso la PMA. "L'effetto della chirurgia riguarda più la qualità di vita che la probabilità di gravidanza", precisa il Professore.

    Collaborazione con A.P.E. e coinvolgimento delle pazienti

    Il Prof. Vercellini sottolinea l’importanza della collaborazione con l’A.P.E. per condurre studi che tengano conto delle esigenze reali delle pazienti. Cambiamenti nei sintomi, nella risposta alle terapie e nell’aspetto psicologico delle giovani generazioni spingono a modulare continuamente gli approcci terapeutici.

    "Invito sempre le mie pazienti a visitare il sito dell'A.P.E., perché trovano una fonte di informazione affidabile", conclude.

    Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale dell'Associazione Progetto Endometriosi A.P.E..

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    Fonte: comunicato stampa · Foto: ufficio stampa A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi

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