Introduzione al nuovo Codice della Strada
Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare lo schema del nuovo Codice della Strada, la prima revisione importante dopo 34 anni. La riforma punta a intervenire su quattro fronti principali: digitalizzazione, sicurezza degli utenti più vulnerabili, nuove forme di mobilità e revisione delle sanzioni, con particolare attenzione ai pedoni.
Il testo, ancora non definitivo, dovrà passare l'iter tra il Consiglio di Stato e la Conferenza Unificata, con un possibile via libera definitivo entro marzo 2027 e un'entrata in vigore attesa per il 1° gennaio 2028.
Come cambiano le multe per i pedoni
Una delle modifiche più discusse riguarda le responsabilità e le multe ai pedoni. Secondo la nuova normativa, chi attraversa sulle strisce deve accertarsi di essere visto dal conducente e verificare che questo si sia fermato per concedere la precedenza. In caso contrario, il pedone rischia una sanzione da 40 a 160 euro.
Durante l’attraversamento è inoltre vietato compiere movimenti repentini o cambi di traiettoria non giustificati, a meno di situazioni di necessità.
Le ragioni dietro il nuovo approccio
Questa norma riflette una volontà pragmatica di educare i pedoni a comportamenti più prudenti, in contesti urbani spesso congestionati da veicoli a motore. Non si vuole spostare interamente la responsabilità sull’utente più fragile ma sottolineare l’importanza della cooperazione per la sicurezza.
Critiche e posizioni delle associazioni
Le associazioni per la sicurezza stradale, come RIME (Rete Italiana Mobilità Equa), sono critiche verso la norma, ritenendola potenzialmente pericolosa perché potrebbe mettere in secondo piano la priorità della sicurezza pedonale, focalizzandosi sulla fluidità del traffico piuttosto che sulla salvaguardia di chi cammina o va in bici.
Inoltre si denuncia la possibile riduzione dei controlli e multe per i conducenti, insieme a una limitazione delle possibilità di intervento da parte dei comuni.

