Il Caso Yara torna al centro dell’attenzione con una novità importante: una telecamera di sorveglianza potrebbe aver immortalato Massimo Giuseppe Bossetti nei pressi dei luoghi frequentati da Yara Gambirasio. Questa scoperta, al momento tenuta riservata dalle forze dell’ordine, potrebbe rappresentare un indizio fondamentale a carico dell’uomo accusato dell’omicidio.
I carabinieri e la polizia stanno rivisitando con attenzione le riprese video già analizzate in passato. Stavolta, però, la ricerca è più mirata: si cerca esplicitamente la presenza di Bossetti o dei suoi veicoli nei filmati. Da fonti confidenziali emerge che un elemento video significativo sarebbe comparso, rafforzando la posizione degli inquirenti che continuano comunque a mantenere cautela.
La telecamera che potrebbe incastrare Bossetti
Le immagini filmate da una telecamera di sorveglianza mostrerebbero ripetuti passaggi di Bossetti vicino ai luoghi frequentati dalla giovane Yara Gambirasio. Questo particolare sarebbe stato individuato durante un nuovo esame delle registrazioni, ora facilitato dalla certezza su cosa e chi cercare.
La rilevanza delle immagini deriva dal fatto che si tratta di un’ulteriore prova oggettiva, in grado di confermare la mobilità di Bossetti in zone in cui, fino a oggi, l’uomo aveva sempre negato di essere stato.
Conferma incrociata con altri elementi investigativi
Gli inquirenti stanno valutando le immagini in combinazione con altri dati importanti già acquisiti durante l’inchiesta. In particolare, gli elementi ricavati dalle celle telefoniche, pur essendo utili, non garantiscono una localizzazione puntuale. Questa telecamera potrebbe quindi offrire quella “pistola fumante” che mancava per collocare definitivamente Bossetti in un luogo chiave.
Le celle telefoniche hanno infatti mostrato la presenza del telefono in aree più ampie, ma solo grazie ai video è possibile identificare il veicolo e, soprattutto, la persona ammanettata oggi in carcere sotto accusa.
Le mosse degli inquirenti e il contesto giudiziario
La scoperta viene presentata con prudenza dai vertici delle indagini, che non si sbilanciano mai apertamente su un singolo elemento. Anche se questa nuova prova sembra supportare l’ipotesi accusatoria, le indagini continuano senza esprimere giudizi definitivi.
Dal punto di vista giudiziario, l’uso di immagini video si conferma come una risorsa preziosa nel ricostruire i movimenti dell’indagato. La presenza documentata più volte nei pressi di luoghi strategici aggiunge un tassello in più a un quadro investigativo complesso.

