Mattia esplora la passerella come simbolo contemporaneo
A pochi giorni dalla Milano Fashion Week, Mattia, cantautore e performer attento ai temi dell'identità e del pregiudizio, lancia il singolo "Runway". Il brano usa la metafora della passerella per parlare di giudizio, imitazione e consapevolezza dell'essere osservati, riflettendo sul confine sottile tra ispirazione e imitazione nell'era dei social.
Un brano fra moda, cinema e dancefloor

Prodotto da Andrea Culpo, "Runway" richiama le atmosfere degli anni Novanta e i ritmi dancefloor degli anni Settanta, con un ritmo che sostiene un racconto sull'affermazione di sé e sul controllo della propria immagine. Nel ritornello il messaggio è chiaro: "Strike a pose" non significa fingere, ma scegliere consapevolmente come mostrarsi agli altri.
Mattia spiega: «La runway, per me, è il posto in cui tutti ti guardano e ognuno pensa di sapere qualcosa di te. C’è chi giudica, chi copia, chi aspetta un tuo passo falso. Io volevo racchiudere quella pressione in un brano dance, in qualcosa che avesse energia, eleganza, ironia, ma anche una frase molto chiara: solo tu puoi decidere come camminare. “Strike a pose” non significa fingere, ma non lasciare agli altri la regia della tua immagine.»
Un progetto che fonde riferimenti culturali diversi

Il testo si muove tra riferimenti a Manhattan, "Colazione da Tiffany", "Pulp Fiction" e "Vogue" di Madonna, creando un moodboard musicale che intreccia glamour americano, cinema d'autore e lifestyle di lusso. Mattia si ispira alla cultura pop anni Novanta in modo personale, con una chiave più maschile e contemporanea.
Il video ufficiale, disponibile online, esprime un’estetica sofisticata e pulita, curata sotto la direzione artistica di Lorenzo Meid, con coreografie di Babi B e styling di Luciana Bondioli e Naomi Alloggio.
