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    Moda e tessile alla Milano Fashion Week 2026: emergono selettività e nuove sfide economiche

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    Lei Chic

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    Moda e tessile alla Milano Fashion Week 2026: emergono selettività e nuove sfide economiche

    Pressioni su margini e liquidità nel settore tessile

    In vista della Milano Fashion Week 2026, dal 22 al 28 settembre, uno studio di Allianz Trade ha analizzato l'andamento globale e italiano del comparto tessile e moda, evidenziando come le tensioni commerciali legate a guerre e dazi stiano ridisegnando le catene di approvvigionamento. L'aumento dei costi di produzione ha provocato una crescente pressione sui margini e difficoltà nella gestione dei tempi di pagamento, con un conseguente aumento delle insolvenze e dei sinistri.

    Contesto globale: il settore tra "Sensitive Risk" e selettività

    Moda e tessile alla Milano Fashion Week 2026: emergono selettività e nuove sfide economiche

    Allianz Trade definisce il settore tessile e abbigliamento a livello globale come "Sensitive Risk", influenzato principalmente da tre fattori: domanda debole, competizione intensa e aumento dei costi. L'abbigliamento, infatti, è una delle spese più facilmente rinviabili dai consumatori, che ora sono più attenti al rapporto qualità-prezzo in un'ottica di maggiore selettività. La crescente diffusione delle fibre sintetiche ha inoltre aumentato l'esposizione ai prezzi energetici, mentre le politiche protezionistiche complicano la programmazione degli ordini e la gestione dei costi.

    Nearshoring e il primato asiatico

    Malgrado gli sforzi di nearshoring verso paesi più vicini all'Europa e agli Stati Uniti, la dipendenza dalla Cina rimane significativa, con molti paesi del Sud-Est asiatico che continuano a importare tessuti e macchinari dalla Cina. I modelli di produzione ibridi, che combinano la produzione di massa in Asia con attività più vicine ai mercati finali per prodotti a maggior valore aggiunto, sembrano essere la strategia prevalente.

    Moda e tessile alla Milano Fashion Week 2026: emergono selettività e nuove sfide economiche

    Sfide finanziarie: scorte e capitale circolante sotto pressione

    Le imprese aumentano i livelli di magazzino per far fronte all'incertezza, aumentando così il fabbisogno di capitale circolante e mettendo ulteriore pressione sulla liquidità. In uno scenario di domanda debole, ciò rischia di tradursi in stock da smaltire con forti sconti, riducendo la redditività. La pianificazione avanzata e l'uso dell'intelligenza artificiale nella previsione della domanda sono identificati come strumenti chiave per mitigare questi effetti.

    Il caso italiano: crescono fatturato e insolvenze

    Moda e tessile alla Milano Fashion Week 2026: emergono selettività e nuove sfide economiche

    Il tessile-abbigliamento italiano è un settore rilevante per il manifatturiero, con un fatturato di oltre 58 miliardi di euro e circa 37.000 imprese. L'export rappresenta una quota significativa del mercato. Tuttavia, il biennio post pandemia ha visto un rallentamento della domanda internazionale e una crescente concorrenza da parte di piattaforme digitali e fast fashion. Nel 2025 le insolvenze sono aumentate del 19%, segnalando crescenti tensioni finanziarie legate al capitale circolante e alla trasformazione del fatturato in liquidità.

    Opportunità nei tessuti tecnici e sostenibilità

    L'analisi evidenzia scenari promettenti nei tessuti tecnici destinati a settori come difesa, sanità, automotive e costruzioni, che mostrano una domanda più stabile rispetto alla moda tradizionale. Aumenta inoltre l'importanza di sostenibilità, tracciabilità e circolarità come fattori decisivi per la competitività e l'accesso ai mercati.

    Conclusione

    Lo studio di Allianz Trade descrive un settore in fase di selezione e maturazione, dove la capacità di combinare eccellenza manifatturiera con una gestione finanziaria rigorosa diventa essenziale. La resilienza delle imprese italiane dipenderà dalla loro abilità nel gestire rischio commerciale, capitale circolante e nel rispondere ai nuovi comportamenti di consumo più selettivi.

    Fonte: comunicato stampa

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