
In questa seconda giornata di Milano Moda Donna dopo aver visto la sfilata di Just Cavalli e quella di ieri di Frankie Morello, le blogger di leichic.it sono state a quella di Krizia. Piacerebbe a Jorge Luis Borges il nuovo Zoo di Krizia. Perché questa volta si tratta di uno zoo di animali onirici, frutto di contaminazioni fra l’una e l’altra specie, così la zebra si mescola con la giraffa o con la tigre, e gli accoppiamenti imprevisti continuano: la volpe con la mongolia o la marmotta, e il visone meticciato addirittura con un’inedita creatura geometrica. Maschile e femminile, luci e ombre, Oriente e Occidente (leggibile un’influenza Samurai) si fondono in un rinnovato gioco di contrasti, in una sorta di canone inverso.
Krizia porta in passerella una donna fiera e combattiva, ma pronta a difendere certe sue fragilità nascoste sotto simboliche armature, seduttivi bustini di pelle nera trattata come una leggera corazza traforata al laser, con strisce intrecciate, lacci, e poi nervature, plissé e matelassé a creare volume ed enfatizzare le spalle. Queste ultime sono diritte nei capi in tessuto, rotonde in quelli in pelle, addirittura a pagoda in certi accessori-catafratta d’ispirazione giapponese, in pelle traforata e legata con punti metallici.
Le giacche, i tailleurs, i cappotti prendono spunto da un guardaroba maschile sartoriale – con tanto di smoking – reinterpretato al femminile. Pantaloni asciutti. Abiti di gusto couture, ma attualizzato.
Il plissé Krizia viene ripreso con un nuovo gessato che induce un inatteso chiarore sulla cresta delle onde o in un disegno a losanghe o in pelle. Materiali: pelle, camoscio, pelliccia reinventata, cachemire, seta, doppio raso spesso tagliato al vivo, velluto dévoré, laminati al platino, ricami all over, tutto
all’insegna del mix.