Siete stanche di portare scomodi tacchi alti? Volete una calzatura bella, ma anche comoda, alta, ma che non faccia gonfiare le caviglie? Chiudete gli occhi e tornate con la mente agli anni ’70, alla nascita dei movimenti di liberazione femminile, alla voglia di potersi esprimere senza limiti e costrizioni anche attraverso il proprio look.
Riuscite a vedere icone di stile come Jane Birkin, Brigitte Bardot, Farrah Fawcett? Riuscite a focalizzare cosa indossano oltre alle mini? Guardate i loro piedi: i sandali platform divennero popolari proprio allora, con le alte suole di legno, le tinte vibranti, quell’inconfondibile rumore sordo prodotto a ogni passo. Clog, clog, clog…Very sexy, very glam. Ma il tasso di comodità, facendosi beffa di ogni desiderio di liberazione, era pari a zero.
Oggi gli zoccoli impazzano nuovamente sulle passerelle e nel cuore delle trendsetters e delle fashion victims più stilose, ma un nuovo movimento di rivolta e di liberazione è in atto: insomma, perché per essere uptodate bisogna sempre soffrire? Perché indossare un paio di sandali come quelli di Bianca Jagger implica l’obbligo di vedere le stelle? Le comuni mortali non girano con l’autista tutto il giorno e non hanno stuoli di cameriere e babysitter: hanno esigenze e ritmi vorticosi, fatti di corse continue, dal mattino a notte fonda. Che fare? Esistono tre alternative:
1- Rinunciare a essere glam, indossando comodissime calzature che ignorano, però, cosa sia lo stile.
2- Dimenticarsi il comfort e maltrattare i propri piedi, costringendoli in posizioni assurde infilati in materiali che di piacevole hanno ben poco.
3- Farsi furbe, scegliere un paio di FLOGG e pensare che sì, la perfezione esiste!