Il 12 ottobre si terrà un evento inedito: il 100×100 Donne a Ivrea e nella regione del Canavese, una manifestazione cicloturistica ideata dall’ultraciclista e attivista ambientale Paola Gianotti.
L’iniziativa nasce per unire sport, valorizzazione del territorio e solidarietà in un’esperienza unica rivolta esclusivamente al pubblico femminile. Più di 250 donne hanno già confermato la loro presenza e l’attesa cresce di settimana in settimana.
100×100 Donne: un’esperienza che va oltre il ciclismo
Il 100×100 Donne non è soltanto una pedalata, ma un vero e proprio manifesto di libertà femminile su due ruote.
L’evento offre l’opportunità di vivere il Piemonte in modo autentico, esplorando paesaggi naturali, luoghi storici e tradizioni culturali.
Allo stesso tempo, promuove l’integrazione tra partecipanti di diversi livelli, poiché non si tratta di una competizione, ma di un percorso collettivo e inclusivo.
Le partecipanti potranno scegliere tra due percorsi a forma di “8”. L’anello di 50 chilometri è pensato per chi cerca un’esperienza accessibile, mentre il percorso completo di 100 chilometri, con 1.200 metri di dislivello, richiede una preparazione fisica maggiore
Durante il tragitto, le cicliste avranno l’opportunità di ammirare scenari suggestivi come il Lago di Viverone, i castelli di Masino e Agliè, l’incantevole Valchiusella e la serra morenica, in un incontro perfetto tra sport, natura e cultura piemontese.
Paola Gianotti e il suo percorso ispiratore
Originaria di Ivrea e nata nel 1981, Paola Gianotti ha trasformato la bicicletta in uno stile di vita e in uno strumento di impegno sociale e ambientale.
Con quattro Guinness World Record nel ciclismo di lunga distanza, è diventata un punto di riferimento nell’endurance.
Ha inoltre guidato campagne e progetti di grande impatto, come “Io rispetto il ciclista”, che promuove la sicurezza stradale, e Bike4Tree, con cui ha percorso oltre duemila chilometri piantando alberi tra Stoccolma e Milano.
In spedizioni più recenti, Paola ha documentato la deforestazione in Mato Grosso e analizzato la qualità dell’aria pedalando da Helsinki a Parigi, dimostrando che il ciclismo può essere uno strumento di sensibilizzazione.
