Il peeling chimico viso è uno dei trattamenti estetici più richiesti degli ultimi anni, perché permette di rinnovare completamente la pelle senza ricorrere a procedure invasive.
È un trattamento dermatologico che utilizza acidi selezionati per esfoliare gli strati superficiali della pelle e stimolare il ricambio cellulare, offrendo un risultato più rapido e profondo rispetto ai prodotti cosmetici tradizionali.
Questa procedura è ideale per chi desidera migliorare la luminosità del viso, ridurre macchie pigmentarie, attenuare rughe sottili o contrastare l’acne.
Il principio fondamentale consiste nell’applicare una soluzione chimica controllata che provoca una micro-lesione programmata, spingendo la pelle a rigenerarsi in modo ordinato e uniforme.
Gli acidi utilizzati penetrano tra le cellule dell’epidermide, sciogliendo i legami che le tengono unite. In questo modo, gli strati danneggiati si staccano gradualmente e lasciano spazio a una pelle nuova, più liscia e compatta.
Il peeling chimico offre benefici visibili grazie alla sua capacità di rinnovare la pelle in profondità e di uniformarne l’aspetto.
È scelto per trattare pelle spenta, macchie scure, linee sottili e pori dilatati, offrendo una soluzione efficace anche quando i cosmetici non bastano. La pelle risponde con un aspetto più fresco, luminoso e levigato, migliorando la qualità generale del viso.
Questo trattamento non è riservato solo a chi ha imperfezioni evidenti: anche chi desidera semplicemente dare nuova vitalità al volto può beneficiarne. Il peeling, infatti, attiva processi fisiologici che rendono la pelle più reattiva, giovane e sana.
L’effetto “pelle nuova” è dovuto alla rimozione uniforme dello strato superficiale che contiene cellule morte e impurità. Il risultato è un viso più levigato, morbido e visibilmente più radioso.
Gli acidi intervengono sulle discromie, illuminando le macchie solari e attenuando le iperpigmentazioni post-infiammatorie.
Sono particolarmente utili anche nel trattamento dell’acne, grazie alla capacità di liberare i pori e ridurre i batteri implicati nelle infiammazioni.
I risultati variano a seconda del tipo di peeling. Quelli superficiali offrono miglioramenti rapidi e graduali, mentre quelli medi e profondi garantiscono un cambiamento marcato e più duraturo. La pelle appare più compatta, più liscia e con un aspetto più uniforme.
Esistono tre tipi principali di peeling chimico: superficiale, medio e profondo, ciascuno caratterizzato da specifiche concentrazioni di acidi e da diversi livelli di penetrazione nella pelle.
Il peeling ideale dipende dal problema da trattare, dalla sensibilità cutanea e dal risultato desiderato.
Scegliere la tipologia corretta è fondamentale per evitare effetti indesiderati e ottenere il massimo beneficio. I peeling più leggeri richiedono più sedute, mentre quelli profondi sono più intensi ma garantiscono risultati duraturi.
I peeling superficiali utilizzano acidi come glicolico, salicilico o mandelico. Sono indicati per pelle spenta, acne lieve e macchie superficiali.
È ideale per chi desidera un leggero rinnovamento senza tempi lunghi di recupero. Si può tornare alla vita quotidiana quasi subito.
Il TCA (acido tricloroacetico) penetra più in profondità e tratta rughe leggere, cicatrici da acne e macchie persistenti.
È indicato per chi vuole risultati più evidenti e non teme alcuni giorni di desquamazione intensa.
Il peeling al fenolo è il più potente e penetra fino al derma reticolare. Viene eseguito solo in contesti medici.
È capace di cancellare rughe profonde e macchie estese, ma richiede anestesia locale e un recupero molto più lungo.
Il peeling chimico è adatto a molti tipi di pelle, ma la scelta della formula deve essere personalizzata per evitare irritazioni o effetti indesiderati.
La pelle chiara generalmente risponde meglio ai peeling medi, mentre le pelli più scure richiedono acidi specifici per evitare discromie post-infiammatorie.
La consultazione con un professionista è importante per identificare il trattamento corretto in base allo spessore della pelle, alle imperfezioni e alla sensibilità cutanea.
I fototipi chiari tollerano peeling più intensi, mentre i fototipi scuri necessitano di acidi più delicati per evitare iperpigmentazioni.
Pelle danneggiata, dermatiti attive o acne infiammatoria grave richiedono attenzione particolare, per evitare peggioramenti.
Il peeling chimico funziona quando la macchia è superficiale e legata a melanina accumulata negli strati superiori.
In caso di melasma, i miglioramenti sono graduali e richiedono trattamenti ripetuti. Le discromie post-infiammatorie rispondono molto bene, spesso già dopo poche sedute.
La costanza è fondamentale: una sola applicazione non basta nei casi più marcati, e serve una routine di mantenimento per evitare nuove pigmentazioni.
Il melasma è una delle condizioni più difficili da trattare perché reagisce agli ormoni e al sole. I peeling agiscono, ma con cautela e combinati a creme specifiche.
Le prime differenze si notano dopo 7-10 giorni. Per risultati completi servono da 4 a 8 settimane, a seconda della profondità dell’imperfezione.
Scopri, allora, i dubbi più comuni sull’argomento.
Il tempo di recupero dipende dal tipo di peeling: quello superficiale richiede 1-3 giorni con lieve rossore, mentre il peeling medio può causare desquamazione per 5-7 giorni. Il peeling profondo, invece, necessita di 10-14 giorni di recupero.
Il peeling può ridurre significativamente macchie solari, iperpigmentazioni post-infiammatorie e alcune forme di melasma, soprattutto quando eseguito con acidi specifici. Tuttavia, i risultati dipendono dalla profondità della macchia e dalla costanza del trattamento.
La maggior parte delle persone avverte una sensazione di bruciore o pizzicore che dura pochi minuti. I peeling superficiali provocano un fastidio lieve, mentre quelli medi e profondi possono essere più intensi.
È sconsigliato eseguire peeling medi o profondi in estate a causa dell’elevata esposizione al sole, che può aumentare il rischio di macchie.
I peeling superficiali possono essere fatti con cautela, applicando protezione solare SPF50 e limitando l’esposizione diretta.
In alcuni casi, i primi giorni possono comparire piccoli sfoghi dovuti all’accelerazione del turnover cellulare, ma è una fase temporanea.
Nel medio periodo, i peeling all’acido salicilico o glicolico aiutano a liberare i pori, ridurre le cicatrici e prevenire futuri episodi.