In piazza per un cambiamento sociale e politico
Sabato 17 ottobre 2026, Roma è stata teatro della manifestazione nazionale "La Via Maestra", promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni laiche e cattoliche. Il corteo, partito da Piazza della Repubblica, ha attraversato la città per concludersi in Piazza del Popolo, dove si sono susseguiti gli interventi, tra cui quello conclusivo di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.
L'iniziativa si è svolta sotto il manifesto slogan "Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione", rivendicando diritti sociali e richieste di cambiamento rispetto all'attuale situazione economica e politica del paese.
Le richieste principali del movimento
La manifestazione ha posto l'accento su una serie di rivendicazioni precise, come l'aumento di salari e pensioni, la cancellazione dei contratti precari, la lotta al lavoro povero e la riduzione del divario retributivo di genere. È stato chiesto un fisco più equo, con una lotta ferma all'evasione fiscale e una maggiore tassazione di extra profitti e grandi patrimoni.
Sanità e istruzione pubblica sono state al centro dell'attenzione, con la proposta di portare al 7,5% del PIL il finanziamento della sanità e al 5% quello dell'istruzione, oltre ad assumere personale e ridurre le liste di attesa per garantire servizi di qualità.
Altre richieste includono un piano per l'accesso alla casa con alloggi pubblici e sociali, e una politica che unisca lavoro e ambiente, favorendo la transizione ecologica e creando occupazione nel settore industriale, energetico, agricolo e della mobilità.
Critiche alla politica del governo
Maurizio Landini ha evidenziato come "l'unico vero investimento del governo sia sulle armi", denunciando l'aumento della spesa militare come un errore rispetto alle esigenze di sicurezza sociale, sanitaria e scolastica. Ha definito "abbastanza schifosa" la legge di bilancio in quanto non risponde ai bisogni reali della popolazione.
Il leader sindacale ha sottolineato la necessità di un cambio radicale nelle politiche economiche e sociali per affrontare i problemi come il caro vita, la precarietà e la mancata crescita dei salari, invitando il governo, il parlamento e le istituzioni ad ascoltare di più chi sostiene il Paese con il lavoro e l'intelligenza.

