Il Pnrr contro il dissesto idrogeologico in Italia
Dal 2021, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha destinato 4,3 miliardi di euro per affrontare il grave rischio idrogeologico che interessa quasi tutto il territorio italiano. A metà 2026, nonostante il governo abbia dichiarato il raggiungimento di tutti gli obiettivi legati a questi interventi, circa il 40% dei progetti rimaneva aperto.
Un paese esposto a frane e alluvioni
Il 95% dei comuni italiani è a rischio frana o alluvione, con circa 3,7 milioni di persone che vivono in aree a pericolosità idrogeologica elevata o molto elevata. Le regioni più esposte includono Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Campania e Calabria, con diverse zone montane e pianeggianti vulnerabili a causa di eventi climatici sempre più estremi.
Stato dei cantieri e obiettivi raggiunti

Secondo la relazione dell’ottava relazione al Parlamento, il governo ha raggiunto i target concordati con Bruxelles, in alcuni casi anche in anticipo. Tuttavia, questi obiettivi non richiedono il completamento di tutti i progetti, ma solo di una quota minima. Dei 2.260 progetti Pnrr finanziati, quasi 900 risultavano ancora in corso a giugno 2026.
La Corte dei conti ha evidenziato la necessità di accelerare la realizzazione dei lavori e ha sottolineato un divario tra lo stato procedurale dichiarato dal governo e la reale spesa effettuata.
Gli interventi previsti
Il Pnrr ha previsto misure dedicate a:
- Gestione del rischio di alluvione, anche attraverso opere di ricostruzione post alluvione in aree emiliane, toscane e marchigiane.
- Infrastrutture idriche per garantire un approvvigionamento sicuro.
- Resilienza dell’agrosistema irriguo per ottimizzare l’uso delle risorse idriche e ridurre gli sprechi.


